Come le promesse elettorali comprano i voti e distruggono il paese

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Nel 1973 il governo Rumor guidato dalla Democrazia Cristiana, inaugurò quelle che furono chiamate le “baby-pensioni”, pensioni date a lavoratori di poco più di trent’anni d’età il cui costo, come ogni cosa, sarebbe ricaduto sulle spalle dei contribuenti delle generazioni future in un paradosso italiano che si ripresenta in continuazione ad ogni campagna elettorale.

Lo stato non ha un centesimo

C’è una cosa che mi lascia spesso interdetto, una modalità della trattazione degli argomenti economici in questo paese, una modalità che si fa sempre più rumorosa in campagna elettorale, ovvero il fatto che molta gente sembra ignorare il fatto che i soldi dello stato, sono in realtà i soldi dei cittadini… sono soldi anche tuoi.

Quello che mi sembra che la gente, a volte, non capisca, è che un politico in campagna elettorale, ti può promettere anche la Luna, ma non è detto che abbia poi i fondi per pagartela e che se poi te la paga, i soldi li andrà necessariamente a prendere da qualche altra parte, di certo non li pagherà di tasca propria.

Volete la pensione a trentacinque anni di Rumor? Il reddito di cittadinanza di Di Maio? La flat-tax di Salvini? Gli ottanta euro di Renzi? Va bene, va bene tutto, ma credo che prima di osannare prima questo e poi quel politico, prima di dare il nostro voto a chi ci offre questi soldi, dovremmo fermarci un attimo e chiederci… “questi soldi, esattamente, da dove verranno presi?”

Perché la verità è che lo stato non ha un centesimo e che tutto quello che ci da, ogni singolo euro, lo toglierà a qualcun altro. E, quando poi ad un certo punto dovrà trovare un modo per pagarlo, magari lo farà aggiungendo qualche micro-tassa qua e là, o magari aumenterà il debito pubblico scaricando di fatto il problema sulle generazioni future (e poi via a lamentarsi di quanto siano sfaccendati i giovani).

Sta di fatto però, che quei soldi, prima o poi, qualcuno li dovrà pagare e a poco vale lamentarsi delle leggi dure che arrivano ad un certo punto, come la legge Fornero, perché esse sono solo il risultato di una serie di politiche miopi e cronicizzate nel corso di decenni che, invece di tentare di risolvere un problema, lo hanno spazzato sotto al tappeto fino a che quel tappeto non è diventato una montagna troppo grande per essere ignorata.

Il voto di scambio

Quando il sopracitato Rumor in campagna elettorale propose quelle baby-pensioni, davvero secondo voi non si rendeva conto dell’enorme buco (che tutt’ora stiamo ripagando) che questo avrebbe creato? Certo magari quella fu solo innocenza e ingenuità, oppure… pensate che possa mai essere che alla mente di un politico italiano passi, forse per un fugace istante, l’idea di proporre dei soldi a una parte del popolo per comprare il loro voto e lasciando così un grosso debito sulle spalle degli altri? No, certo che no, in effetti di certo fu semplice innocenza, sono sicuro che l’obbiettivo era far ripartire l’economia.

E arriviamo quindi allo slogan eterno di ogni campagna elettorale: “questi ottanta euro/ flat-tax/ reddito di cittadinanza” li vogliamo dare perché sappiamo sarà un investimento, un beneficio per tutti, perché faranno ripartire l’economia”… ma esattamente come? Perché, non so se qualcun altro se n’è accorto, una promessa di questo tipo arriva puntualmente da quasi ogni singola forza politica ad ogni girone elettorale e ogni volta mentre tutte le proposte degli altri sono solo uno spreco di soldi, la propria è invece l’unica vera salvezza del paese e non, ricordiamolo, una mancietta per comprare l’elettorato.

Ed ecco quindi il problema delle promesse elettorali in Italia, vengono presentate come se fossero soldi regalati, quando in realtà sono soldi che verranno poi ripagati dai cittadini stessi. Sono offerte fatte dalla politica, ma a vantaggio non della collettività ma bensì della politica stessa che si erge a caritatevole quando sta solo dando una mancia ai padri accendendo un mutuo sulle teste dei figli. E tutto questo perché, ricordiamolo, il conto di tutto quello che lo stato dà, prima o poi, arriva.

 

4 pensieri riguardo “Come le promesse elettorali comprano i voti e distruggono il paese

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