Quell’atteggiamento della sinistra che le fa perdere voti (e che fa vincere la destra)

matteo_renzi_2Ok, ok, forse arrivo un po’ in ritardo alla festa. Di articoli sul perché la sinistra italiana abbia perso vertiginosamente popolarità e credibilità ne sono stati scritti a bizzeffe, ma volevo comunque dare una mia versione concentrandomi su uno degli aspetti che credo siano stati decisivi: l’arroganza.

L’anti-elitarismo

Se avete capito cosa vuol dire il titolo del paragrafo, mi dispiace per voi, significa che siete professoroni della casta (pagati probabilmente dai poteri forti).

Il punto è che, nel mondo, si va sempre di più rafforzandosi, un movimento che potremmo definire anti-accademico e anti-elitario, dove le persone che ne sanno su un argomento sono tacciati di vederlo solo dall’alto del loro trono senza conoscere i problemi veri della gente. In parte, la colpa di questo è anche di un certo tipo di giornalismo clickbait, in parte di un cozzare culturale fra alcune battaglie tipicamente di sinistra (penso a questioni LGBT ad esempio) e il tradizionalismo religioso che ancora pervade molte società e quella italiana in primis.

Questo atteggiamento è, credo, del tutto palese, non vi sto dicendo nulla che qualcuno che non abbia aperto un social network negli ultimi cinque anni non sappia già. Quello su cui mi vorrei soffermare però, è il modo in cui la sinistra ha risposto a questo anti-elitarismo, ovvero diventando ancora più elitaria.

Il moralismo

Non so se ve ne siete mai accorti ma, ogni volta che c’è un dibattito fra qualche esponente di destra e di sinistra, va sempre a finire che il politico di destra insulta quei ladri, incapaci, inetti e abbietti politici di sinistra amici delle banche e nemici della gente, allo stesso tempo, il politico di sinistra finisce per dare all’elettorato di destra (nota bene: all’elettorato, non al politico, o magari ad entrambi) dell’ignorante, del razzista, del cattivo (nota bene: non ovviamente con queste esatte parole, ma più o a meno con questo senso diciamocelo).

Questo è ad esempio un aspetto che ho visto moltissimo nel dibattito PD-Lega. Tutti noi sappiamo quanto duro Salvini abbia picchiato su politici come Matteo Renzi o Laura Bordini, ma mai una volta, nemmeno una, avrete sentito Matteo Salvini attaccare l’elettorato di sinistra e lo sapete perché? Perché contrariamente a quello che viene spesso pensato dalla sinistra stessa, quell’uomo non è affatto stupido: voleva quei voti e a pensato bene a come ottenerli.

Allo stesso tempo ho sentito politici di sinistra che sottolineavano spesso quanto nel paese ci fosse, ad esempio rispetto all’immigrazione, un’ ignoranza nel popolo italiano sulla questione che lo portava a mal interpretare i dati sulla presenza di migranti, cosa che magari è anche vera, ma… sorpresa, non ti farà guadagnare voti, così come non te li farà guadagnare il porre te stesso su un piedistallo morale, e, invece di argomentare con dei dati che probabilmente sarebbero pure dalla tua parte, ridurre il tutto ad una questione di giusto e sbagliato in stile #restiamoumani.

Le sagaci battute

Avete presente quanto Luigi di Maio sbagliava i congiuntivi e metà del popolo dell’internet, seguendo a ruota alcuni politici lo prendeva in giro? Che io sarei dannato se me lo dimenticassi.

Bene, ora quello stesso uomo è a capo del primo partito del paese e, io la butto lì, forse sarebbe stato meglio rispondergli a tono che sfotterlo perché se vuoi passare per quello intelligente della situazione e non per un bulletto, forse dovresti dire qualcosa di intelligente. Tra l’altro, evidentemente non hanno imparato la lezione dato che anche recentemente si passa più tempo a fare battute su Salvini ignorante che a rispondergli e a fare la seria opposizione che in Italia non c’è (tweet).

Il blasting

Un altro modo in cui si configura quest’arroganza è nel meccanismo social noto come in inglese come “blasting”, ovvero dare una risposta forte a qualcuno sui social sbattendogli in faccia la sua stupidità. È questa una cosa che vedete con alcuni personaggi social come Enrico Mentana o Roberto Burioni.

Ora… di sicuro Mentana è un ottimo giornalista, di sicuro Burioni è un ottimo medico, ma posso essere scettico sui risultati che la loro attività social stanno portando? Voglio dire, sì, nessuno mette in dubbio che siate più intelligenti e capaci della persona media che crede che i vaccini provochino l’autismo ma insultare queste persone non gli farà di sicuro cambiare idea (ne chiamarli webeti, ad esempio), ed è questa la differenza fra essere bene informati ed essere buoni divulgatori d’informazione. Forse bisognerebbe a volte fermarsi e chiedersi… qual’è il mio obbiettivo? Autocompiacermi della mia intelligenza o vincere quella che si configura sempre più come una vera e propria battaglia culturale?

L’arroganza

Altro punto super-iper citassimo e discusso e su cui, quindi, dirò solo due parole, ma che credo riassuma bene tutto il resto del mio articolo essendo stato un gesto di una tale stupidità e, per l’appunto, di una tale arroganza che credo rimarrà negli annali del come non fare politica per secoli.

Ovviamente sto parlando di come Renzi ha gestito il referendum costituzionale.

Allora, sei uno dei politici più impopolari di sempre che sta per proporre la riforma in assoluto più importante del tuo intero mandato nonché, se fosse passata, fra le più importanti della storia italiana recente e cosa fai? Leghi il successo del referendum alla tua carica e alla sopravvivenza del governo stesso (sì Matteo, vai così, grande idea.)

Non so se ve lo ricordate, ma la campagna d’opposizione contro il referendum fu, come ci si poteva aspettare, molto più contro Renzi che contro il referendum stesso nel merito. Lo slogan era “Renzi a casa” e non “abbasso la riforma costituzionale” e quest’atto che probabilmente nella mente del politico doveva sembrare un’idea geniale in stile: “ora vedranno che tengo più al paese che al mio posto in politica” gli si ritorse rapidamente contro.

In conclusione credo che, se la sinistra italiana vuole risorgere da quelle ceneri in cui è bruciata e in cui mi sembra ancora sguazzi (dato che di opposizione non ne vedo), penso che un buon punto d’inizio sia scendere dal piedistallo su cui si è messa, magari anche entrando in discussione con sé stessa. Deve iniziare a combattere battaglie che la gente sente vicino, iniziare a criticare il governo nel merito delle questioni senza fare battute da terza elementare su twitter, o sarà così, o andrà sempre peggio.

 

Un pensiero riguardo “Quell’atteggiamento della sinistra che le fa perdere voti (e che fa vincere la destra)

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