Cos’è l’arte?

vangogh-starry_night_ballance1È sempre difficile dare una definizione o un significato alle cose, generalmente, è molto più difficile che viverle. Ogni definizione che si dà di qualsiasi argomento, ogni verbalizzazione, è di per sé incompleta, di per sé appartenente ad una staticità che mal si adatta alla molteplicità delle forme che coesistono in un universo in costante cambiamento, in una società che muta.

Eppure definire le cose è spesso necessario, anche solo ai fini d’instaurare un dialogo, se io parlo dell’arte, ad esempio, intendo una cosa, tu puoi capire il discorso attorno ad essa solo se prima capisci cosa intendo per quella (non necessariamente condividendolo certo, sono pur sempre opinioni).

Questo è proprio il compito della filosofia d’altronde, dare definizioni alle cose.

L’arte

C’è chi, ad esempio, la definisce solo attraverso l’opinione di chi, per qualche ragione, è considerato un esperto. Un critico, un magnate, magari uno stesso artista divenuto famoso.

C’è chi la vede in ogni cosa. Tutto… ogni cosa, persona, animale, la natura stessa è arte e l’arte è insita nell’essenza di ciò che ci circonda.

C’è chi, edonisticamente, l’associa al puro piacere personale. Arte è ciò che mi smuove, che mi suscita emozione, che mi fa riflettere, che mi dia quel qualcosa che cerco e che mi manca.

C’è che l’associa al successo. Arte è ciò che ce la fa, in un mondo difficile, fra un’infinità di opere ad emergere, a raggiungere picchi, ad essere ricordata attraverso il tempo e le genti.

Un opinione personale

Dato che in questo blog voglio fare filosofia più che citare quella di altri, vorrei dare la mia opinione e commentare quelle sopra, ovviamente, con tutto il rispetto per chi la pensi diversamente, quello non deve mai mancare.

Relegare l’arte all’opinione di un esperto credo che snaturi un po’ quella che debba essere un esperienza personale. Indubbiamente un esperto può darci informazioni di natura tecnica, storica, può parlarci delle influenze e delle correnti, ma non può dirci come ci sentiamo noi e, può darsi, che ciò che a lui generi un emozione a noi non la dia.

Al contempo non credo sia in tutto. Credo che potenzialmente possa esserlo, magari un certo occhio vede l’arte laddove un altro non la vede, ma non credo che esista anche solo una persona, anche un solo occhio che da solo veda l’arte in ogni cosa; io la vedo ad esempio nel vento o nel temporale, ma non riesco a vederla ad esempio in isola di spazzatura nel pacifico.

Il lato edonistico in parte lo condivido, ma non del tutto, non credo sia una buona definizione. Molte cose mi piacciono e mi danno piacere… mangiare un panino con la nutella me lo da, ma non credo che quel panino sia arte (sì, lo so, opinione impopolare).

Nemmeno il successo credo valga per definire qualcosa di così complesso, o meglio, se devo essere sincero credo che almeno il sopravvivere al tempo sia un buon indicatore, la capacità di superare le mode che passano nascendo e morendo non è da tutto, ma allo stesso tempo credo che esistano opere sconosciute di autori sconosciuti che non conosceremo mai, ma che di certo sono straordinarie e, forse, solo sfortunate.

Se dovessi dare la mia, personale, definizione di arte, quindi la definirei così: arte è tutto ciò che quando l’osservi ti faccia dire: “ecco, ciò non potrà mai essere fatto meglio, ma solo diversamente”.

Ciò implica ovviamente che sia estremamente personale, ciò che io credo sia sostanzialmente all’apice può non esserlo per te, il concetto di meglio o peggio dopotutto è personale. Al contempo però resta una componente d’oggettività nell’idea che ci sta dietro, ovvero che l’arte per essere tale dev’essere per sua natura inimitabile ed esistente nella miglior forma possibile.

Guardando un quadro di Van Gogh ad esempio, nel mentre lo guardo penso: “ecco, nessuno farà mai di meglio”. Questo ovviamente non vuol dire che non possano esserci altri quadri che siano essi stessi arte, ma vuol dire che quei quadri non sono quel pezzo e che se quel pezzo dovesse essere imitato, quell’imitazione non sarebbe arte ma, solo e per l’appunto, una brutta copia. Allo stesso tempo vuol dire che ci siano quadri e più in generale opere che magari guardo e non mi comunicano quel senso di perfezione che mi comunica quel van Gogh, quel senso che in quel caso mi fa dire: “non riesco nemmeno ad immaginare come qualcuno avrebbe potuto farlo meglio di come lo ha fatto lui.”

Credo che questa definizione spieghi bene anche quello che sembra essere il moto costante della spinta artistica, quello alla novità. Bisogna conoscere, apprezzare, imparare dai maestri del passato ma, poi bisogna abbandonarli, bisogna sfuggirgli, fare qualcosa di diverso.

Ma questa è ovviamente solo un opinione, la mia personale definizione, voi dovete trovare la vostra

 

7 pensieri riguardo “Cos’è l’arte?

  1. Parlare di arte, e cultura in genere, è rischioso. Ma già interrogarsi sulle definizioni indica una notevole propensione a ragionare; cosa non comune. E’ piacevole leggere qualcosa che non vuole imporre verità, ma sollevare dubbi. Complimenti.

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  2. Scusa se inserisco i link, ma se dovessi commentare il pezzo dovrei dilungarmi e ripetere cose già dette e scritte in passato. Tanto vale inserire il link e chi vuole può leggere direttamente i post. Buona giornata.

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