La filosofia sottovalutata di Frank Herbert e Stanislaw Lem

sky space dark galaxy

Docere, delectare, flectere: erano questi i compiti di un buon oratore secondo Cicerone (letteralmente: insegnare, dilettare, muovere le coscienze).

Esiste però in alcuni ambienti accademici il fatto di non considerare il lato del delectare, ovvero il concetto secondo cui un testo non debba essere solo esaustivo e utile a convincere il pubblico, ma anche formalmente bello, interessante. E così ci sono esempi di letteratura di genere, nel particolare di oggi della fantascienza, che sono in sé dei veri e propri trattati di filosofia che, essendo espressi non nella forma del saggio ma bensì in quella del romanzo, pur venendo apprezzati nella forma passano in sordina per il contenuto, la profonda filosofia che li caratterizza.

Dune di Frank Herbert

Ho letto nel corso della mia vita moltissimi libri e questo è, in assoluto, il mio preferito, anche per questo ho deciso di iniziare proprio con questo volume questa piccola pseudo-rubrica.

È molto difficile, se non forse impossibile descriverlo con poche parole, ma se dovessi sceglierne solo una da un vocabolario credo che questa sarebbe: “terrificante”, inteso proprio nel senso di spaventoso.

È proprio questo che mi suscita il livello d’introspezione raggiunto da Herbert all’interno dell’essere umano, all’interno delle dinamiche sociali che muovono le masse ed è così che probabilmente vi sentirete leggendo questo libro, come un bambino terrificato da un dio che gli passa innanzi, un dio personificato nei colossali vermi delle sabbie di Arrakis e negli kwisatz haderach dagli occhi blu del melange.

Dune e i suoi seguiti, (in particolare credo anche il quarto, l’imperatore-dio di Dune sia un altro capolavoro) posseggono in sé una profondità straordinaria di una filosofia che è a tratti stoica, a tratti nichilista, a tratti addirittura cristiana o musulmana, a tratti positivista, il tutto fuso in un amalgama che crea però qualcosa di nuovo e che si concretizza fra le pagine.

Il rapporto del singolo con la massa, con il tempo e il libero arbitrio, con la responsabilità, con Dio, con ì la sopravvivenza, con l’ambiente e con la morte. Tutto viene vagliato da i molti punti di vista dei personaggi del romanzo ognuno dei quali rappresenta una diversa filosofia portata avanti da una diversa comunità: i Fremen di Arrakis con il loro stoicismo e collettivismo, le Bene Gesserit con la loro eugenetica di stampo transumanista e nichilista, i Tleilaxu e la loro mente alveare e i loro cloni, i Mentat e la loro logica priva di emozione.

Il libro che, come già accennato, s’inserisce nelle schiere della fantascienza (e di cui è uno dei pilastri) narra la storia del giovane Paul Atreides, ragazzo quindicenne figlio di un progetto eugenetico volto a creare un essere superiore, nonché di una delle più importanti casate nobili dell’universo feudale di Dune. Gli intrighi di corte lo porteranno a perdersi su Arrakis, il pianeta deserto, il luogo più inospitale della galassia dove sarà accolto dai Fremen, il popolo autoctono. Lì diventerà Muad’dib, un profeta ed un dio per i Fremen, vessati e schiavizzati dall’Impero e da lì partirà la sua ascesa.

A chi fosse interessato ad acquistare il libro: Dune.

Stanislaw Lem e il suo Solaris

Altro famoso e sottovalutato libro nella sua filosofia, Solaris è un capolavoro della letteratura polacca.

Qual’è il limite della conoscenza umana? Quali sono i limiti della fantasia e dell’intelletto? Sembra questa la grande domanda che aleggia fra le pagine di questo libro. Possiamo davvero conoscere, possiamo davvero capire qualcosa di completamente diverso da noi?

Solaris sembra un tentativo di risposta a questa domanda. Gli esseri umani, giunti infatti davanti ad un mondo ricoperto tutto da un unico grande oceano gelatinoso che, poi, scoprono essere un unico immenso essere vivente capace senza sforzo di eguagliare se non a surclassare la tecnologia umana. Non riescono a capirlo, non riescono a comunicare e, piano piano, accanto ad esso, impazziscono. La storia di Solaris sarà infatti narrata dal punto di vista di uno psicologo mandato ad indagare sulla base spaziale attorno a Solaris.

Il tema della sanità mentale è centrale in questo libro, così come quello dell’ignoto e di Dio e della realtà. Esiste qualcosa di vero se tutto o è tutto un prodotto della nostra mente?

Meno impegnativo in termini di tempo di Dune (è infatti più breve e in libro singolo, mentre Dune, pur essendo ogni romanzo una storia a sé, è una serie che, vi assicuro, una volta iniziata difficilmente abbandonerete) è comunque estremamente significativo e un libro perfetto per chi voglia sia passere il tempo, sia riflettere.

Anche nello stile Lem è inoltre molto particolare, un po’ difficile forse a livello sintattico, con un ritmo denso e sostenuto, un susseguirsi molto serrato e al contempo molto riflessivo degli eventi che di certo non vi farà annoiare ma vi costringerà a tenere alta l’attenzione. Detto questo ve ne renderete conto leggendolo, sotto molti aspetti difficilmente troverete un libro o un opera paragonabile a questa.

A chi fosse interessato ad acquistare il libro: Solaris

 

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