Chi ha paura degli OGM?

close up of pink rose flower

La genetica sarà la scienza del ventunesimo secolo; solo pochi decenni fa infatti, codificare il DNA umano costò miliardi di dollari e anni di lavoro, oggi ne costa poche centinaia e qualche settimana. Ben presto, ogni ambito dalla medicina all’alimentazione ne saranno toccati, eppure l’Italia sembra voler aspettare, come al solito, che siano tutti gli altri ad aprire la strada.

Cosa sono gli OGM?

Partiamo con qualche nozione di base, gli OGM sono organismi geneticamente modificati, ovvero degli organismi il cui genoma è stato editato attraverso tecniche d’ingegneria genetica quali l’inserzione o la rimozione di geni specifici.

Organismi le cui modifiche genetiche derivano dalla mutazione casuale, anche laddove questa sia stata indotta da mutageni quali le radiazioni nucleari (ricordatevelo questo sarà spiegato più avanti) non rientrano invece in questa categoria.

Perché non dobbiamo averne paura

Allora, praticamente tutti abbiamo visto qualche film horror-fantascientifico in cui un criceto geneticamente modificato diventava alto cinquanta metri e devastava New York (è sempre New York che viene devastata), ma la verità è che, di prove dei danni degli OGM, che siano alla salute o all’ambiente, non ce ne sono.

Allo stesso tempo però ci sono prove dei loro successi. Forse qualcuno di voi è o conoscerà una persona diabetica che necessita più o a meno frequentemente dell’uso d’insulina sintetica. Prima della genetica l’insulina veniva ottenuta dai maiali, con costi esorbitanti e rischi per la salute, ma nel 1982 un laboratorio americano fu in grado d’inserire il gene umano funzionante della produzione d’insulina all’interno di un batterio chiamato Escherichia Coli, il batterio fu poi fatto riprodurre e nutrito ed esso iniziò a produrre grandi quantità d’insulina che, da allora, è disponibile per tutti e a prezzo contenuto.

Un altro caso più recente, riguarda quello di un bambino affetto da epidermiosi bollosa, una rara malattia che porta al distacco della pelle con conseguenti atroci dolori, la sua intera pelle fu ricostruita in laboratorio correggendo i geni malati e poi applicandogli la nuova epidermide chirurgicamente.

Tralasciando l’ambito medico e spostandoci su quello alimentare osserviamo inoltre come negli Stati Uniti essi siano diffusi da anni e non abbiano presentato rischi per la salute, e più in generale, non esistono studi scientifici che abbiano dimostrato la dannosità degli OGM da un punto di vista salutistico.

Perché ne abbiamo paura

A parte le ovvie osservazioni sulla Chiesa cattolica, sulla sua influenza in Europa e soprattutto in Italia e le sue opposizioni di stampo religioso a questa tecnologia, possiamo considerare che, il principio logico su cui si basa l’Europa verso questi prodotti sia il principio di precauzione.

Nel momento in cui sappiamo infatti che un prodotto non OGM è sano certamente, un prodotto OGM che potrebbe non esserlo, per quanto la probabilità che lo sia sia bassa, utilizzarlo arrecherebbe un rischio superiore rispetto al rischio nullo di utilizzare un non OGM.

Perché il regolamento europeo ed italiano non hanno senso

Nonostante il principio di precauzione sia un principio tecnicamente giusto,ritengo che la sua applicazione in questo caso sia abbastanza ipocrita e vi spiegherò il perché.

Innanzitutto, come accennato prima, esistono tecniche quali l’induzione di mutazioni spontanea tramite radiazioni nucleari che, non rientrando nella definizione d’ingegneria genetica, sono perfettamente legali. Un esempio di pianta ottenuta con questa tecnica è il frumento “Creso”, ottenuto tramite irradiazione con raggi gamma di una cultivar di grano duro e che ha rappresentato oltre il cinquanta per cento di tutto il grano duro coltivato in Italia fino agli anni 90 ed è tutt’ora una delle principali varietà del paese. Di fatto però, non c’è alcun motivo per negare l’ingegneria genetica sulla base della precauzione e permettere l’uso di mutanti derivati dal nucleare, è abbastanza ipocrita come cosa.

Allo stesso tempo, io sono d’accordo con il principio di precauzione, se esso è usato per fare precauzione e non ostruzionismo. Sono d’accordissimo con chi sostiene che gli OGM debbano essere testati e controllati prima di metterli in commercio, sarebbe una follia non farlo. Però questo in Italia non viene fatto, non è che gli OGM li testiamo per poi metterli in commercio, li rifiutiamo e basta e questa non è precauzione, ma semplice e irrazionale paura.

Un’ultima, grande ipocrisia poi riguarda una questione economica, l’Italia, pur vietando la coltivazione degli OGM, ogni anno spende cinque miliardi di euro per importarli dall’estero come foraggio per il bestiame. Cosa che credo sia ancora più ridicola nell’ottica d’iperprotezionismo e di “prima gli italiani” in cui viviamo. L’Italia in questo modo ha di fatto tagliato le gambe a tutto un potenziale settore dell’agricoltura italiana spingendogli allevatori di bestiame ad acquistare dall’estero e spingendo quindi via miliardi di euro ogni anno a favore delle casse americane da cui acquistiamo.

Un’altra argomentazione che spesso viene poi usata è che gli OGM sono innaturali, ad essi basta rispondere che, nello stato selvatico, nessuna pianta o animale comunemente allevato e nemmeno lontanamente simile allo stato d’allevamento, per il resto vi rimando all’articolo sul concetto di naturale.

Un punto a sfavore

Dato che non mi piace fare delle sviolinate senza sentire l’altra campana, spendo due parole riguardo a quello che, secondo me è il grande e unico rischio degli OGM, ovvero la dipendenza dalle multinazionali.

Forse non lo sapete ma gli OGM, essendo prodotti non esistenti in natura sono brevettati dalle aziende produttrici, cosa di per se giusta in quanto esse devono rientrare dei costi di laboratorio, questo brevetto si concretizza nel divieto di riutilizzare i semi. Semplificando funziona così: il contadino compra i semi (e se li compra è perché anche lui ci guadagna sia chiaro), fa crescere ad esempio del mais, vende il mais ma non può tenersi dei semi per sé e ripiantarli, ma è obbligato a ricomprarli o ad utilizzare varietà naturali (in genere sceglie di ricomprarli perché al netto del costo/ricavo è in positivo, inoltre per molte piante e molte aziende agricole acquistano comunque di anno in anno i semi per comodità o per altre ragioni quali l’eterozigoticità di alcune cultivar).

Il vero problema quindi rischia di diventare nel tempo un oligopolio della produzione alimentare mondiale da parte di poche aziende specializzate che potrebbero anche colludere, dopotutto è il rischio degli oligopoli.

Il punto è che, girala come vuoi, gli OGM noi gli acquistiamo lo stesso, lo abbiamo detto prima, quindi questa cosa non solo non viene combattuta, ma viene addirittura avvallata in quanto lo stato italiano o, perché no, la comunità europea potrebbero creare loro dei propri progetti di genetica alimentare e competere coi prodotti alimentari, eliminando così il problema della dipendenza da società estere.

E il made in Italy?

Allora piccola puntualizzazione, non è che il miglioramento genetico non venga comunque fatto in continuazione, è solo che viene fatto alla vecchia maniera, tramite incroci o selezione clonale nel caso delle piante.

In realtà l’utilizzo con criterio dell’ingegneria genetica potrebbe migliorare il made in Italy, anche solo per la questione che si potrebbero evitare parte dell’immensa quantità di pesticidi che si usano in agricoltura. Si potrebbero infatti inserire geni di resistenza specifici mantenendo intatte le qualità alimentari.

Il futuro

Questo è un altro punto importante che vorrei venisse preso di più in considerazione. Ci sono cose che, prima o poi, saranno fatte, che ci piacciano oppure no, che le consideriamo etiche oppure no.

Noi possiamo anche rifiutare gli OGM ma cosa succedere quando la Cina e tutta l’Asia li produrranno in massa esportandoli all’estero? Facendo precipitare il valore dei prodotti già sul mercato? Ad un certo punto, quando tutto il mondo lo avrà fatto, vedremo l’aria che tira e ci adegueremo, questa è una tecnologia troppo stravolgente per non impattare sulle nostre vite e sul delicato equilibrio del mondo.

Cosa succederà quando qualcuno dirà che può curare una qualche malattia genetica o addirittura il cancro, che deriva da una mutazione genetica spontanea, tramite l’editing genetico? Adesso può sembrare fantascienza ma non siamo così lontano dalle capacità tecniche per farlo.

In quel momento nessuno sarà contrario, ve lo assicuro e anche i contrari, nel momento in cui avessero un figlio malato smetteranno di esserlo. Nel momento in cui si creeranno piante in grado di crescere nei climi aridi e di salvare la vita a chi muore di fame. L’unica cosa importante da considerare e da ricordare è che, la scienza non è mai di per sé buona o cattiva, ma dipende da come la si usa, e forse questa scienza dovremmo iniziare ad imparare ad usarla.

2 pensieri riguardo “Chi ha paura degli OGM?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...