Le tre fregature in cui uno scrittore rischia d’incappare

books school stacked closed

Articolo che si ricollega a quello di ieri sullo squilibrio di potere fra editori e artisti e che vuole trattare le tre fregature tipiche che uno scrittore esordiente (ma in realtà in diverse forme anche altri tipi di artisti) può incorrere nel suo primo tentativo di farsi pubblicare da una casa editrice.

Cosa fa una casa editrice?

Capirlo è molto importante per non farsi fregare, e secondo me il problema è che molti proprio non lo sanno, non capiscono che una casa editrice del ventunesimo secolo non fa le stesse cose di una casa di inizio novecento.

1. Le case editrici non editano.

Una volta le case editrici svolgevano lavoro di editing del testo, d’impaginazione e via dicendo, ma lo facevano quando i manoscritti erano battuti a macchina da scrivere. Oggi nell’era del computer, ci vogliono un paio d’ore si e no ad editare un libro di trecento pagine anche a qualcuno che non lo ha mai fatto prima, ed è sufficiente per farlo scaricare da internet un programma gratuito come quello di kindle.

Ovviamente nell’editing non ci sta solo l’impaginazione, ci stanno anche altre cose come la correzione bozze o la creazione della copertina; cose che di nuovo qualsiasi autore potrebbe comunque, armato di tempo e pazienza, fare per conto proprio (o al massimo affidandosi a qualcuno solo per la copertina.)

2. I costi di stampa sono molto minori di quanto vi aspettiate

Allora i costi di stampa esistono ovviamente e costituiscono anche una parte discreta del prezzo finale di un libro. Il punto è che molte persone si aspettano che stampare una singola copia o una decina di copie di un libro abbia costi in proporzione esorbitanti che s’ammortizzano solo stampandone migliaia di copie assieme… ecco questo non è proprio vero.

Se volete verificarlo voi stessi potete andare sul sito dell’autopubblicazione con Amazon e vedere quanto potrebbe costare la stampa della singola copia di un libro (per trecento pagine con copertina flessibile, circa otto euro), noterete che il prezzo è ovviamente alto, ma non poi così tanto, considerando magari che il libro viene venduto a undici euro contiene comunque margine di guadagno.

Questo perché nonostante una volta mettere in moto un apparato di stampa industriale era un lavoraccio, nell’era digitale i costi sono stati abbattuti all’osso e, seppur ovviamente stampare un libro nell’ordine delle migliaia o decine di migliaia di copie possa diminuire di moltissimo i costi unitari, anche il costo della copia singola non è certo esorbitante.

3. Le case editrici fanno lavoro di promozione e distribuzione

Principalmente oramai è questo che fanno, ed è sempre per questo che resta conveniente pubblicare con loro che in self-publishing. Se sei uno sconosciuto nello store di Amazon chi leggerà proprio il tuo libro? Ma se invece esso è nelle vetrine di tante belle librerie forse hai delle possibilità in più.

Ovviamente si sta semplificando molto perché gli editori seri comunque seguono molte fasi della stesura, della pubblicazione, della stampa del testo. Ma è importante considerare che, nel ventunesimo secolo, il ruolo principale della casa editrice è proprio quello di distributore su larga scala e di promotore, e che tutto il resto costituisce una minima parte di ciò che può dare ad uno scrittore (e di cui questo ha bisogno).

L’editoria a pagamento

Arriviamo allora alle fregature e partiamo con la prima, quella più odiata dalle tre che però, secondo me, infondo è la più onesta.

L’editoria a pagamento consiste proprio in quello che dice. Tu paghi la casa editrice, lei edita e distribuisce il tuo libro.

Questa è un po’ una fregatura perché salassa i conti dell’artista gettandogli un po’ fumo negli occhi, non basta infatti che una casetta sconosciuta ti editi e piazzi il suo nome in copertina perché il libro venda; infondo però non è nemmeno così poco onesta, ti dice le cose come stanno: “io non credo nel tuo libro, se vuoi che ci spenda tempo pagami”. In questi termini è anche comprensibile come attività-

L’editoria gratuita con vincolo d’acquisto

Arriviamo quindi alle fregature vere e proprie. Non volete pubblicare a pagamento? Non c’è problema, potete pubblicare GRATIS (il maiuscolo, il sottolineato e il grassetto non sono casuali), proprio così gratis. Queste case editrici ci terranno a sottolinearlo: gratis. Non è la brutta e cattiva editoria a pagamento perché loro ti pubblicano gratis. Con la piccolissima postilla di dover acquistare tu stesso un centinaio di copie del tuo stesso libro a prezzo pieno… ma ehi, è gratis.

Questa è una vera e propria fregatura ovviamente, ti illudono con la gratuità della pubblicazione, nascondendo poi questa nota nel contratto. Paghi comunque per pubblicare, solo in modo diverso.

L’editoria a bassa tiratura

Questa è la più insidiosa di tutte e la più facile in cui cadere.

Le persone che cercano di propinarti questo tipo di editoria ti proporranno di pubblicare GRATIS, e ci terranno anche a specificare che loro non fanno vincolo d’acquisto ma… stamperanno si e no un centinaio di copie del tuo libro.

Ora voi potreste dire: “e qual’è la fregatura?” Molto semplice, cento copie in una libreria nemmeno ci arrivano, chi credete che li compri quei cento libri? Voi, i vostri parenti e i vostri amici e basta, nessun altro che già non vi conosca ne saprà nemmeno l’esistenza.

Come abbiamo detto prima infatti, i costi di stampa anche di poche copie sono molto bassi rispetto al passato e queste case editrici cercano di ricevere quindi un margine di profitto stampando poche copie per autore da vendere ai suoi amici e parenti e facendo molti autori. A questo punto però e, dato che come abbiamo detto prima il ruolo di una casa editrice oramai è più che altro quello di distribuzione su larga scala, capirete che non ha alcun senso affidarsi a realtà simili che gettano solo fumo negli occhi degli scrittori cercando di lucrare sulle loro speranze; piuttosto se volete vendere solo ad amici e parenti, autopubblicatevi.


 

Ho voluto scrivere questo articolo perché anche a me è stato proposto di pubblicare da due case editrici del terzo tipo (una delle quali era anche affiliata con uno dei più grossi gruppi editoriali italiani e di cui non faccio il nome, ma che credo sia indicativo del panorama editoriale italiano di oggi) e ho seriamente rischiato di caderci, perdendo tempo, soldi e fatica.

Tra l’altro queste stesse fregature sono simili anche a quelle che avvengono in altri ambienti artistici anche se ovviamente rapportati ai diversi apparati di produzione di ognuno. In generale, rapportatevi sempre alle cose chiedendovi cosa vi possano dare nella pratica senza saltare in braccio al primo che vi dice due belle parole e, se qualcuno sottolinea troppo il fatto di essere GRATIS E ONESTO o cose simili, state attenti il triplo che le persone davvero oneste non hanno bisogno di ripeterlo ogni due minuti,

Spero quindi di poter essere stato d’aiuto a qualcuno.

Ciao a tutti.

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