Che cos’è la creatività?

La capacità di creare qualcosa di nuovo è il centro dell’evoluzione intellettuale dell’essere umano; è alla base tanto dell’arte, quanto della scienza e della tecnica… ma cos’è esattamente?

La creatività come riformulazione

Penso che questo sia uno di quei casi in cui la semantica ci tragga un po’ in inganno. “Creatività” questa parola lascia intendere quasi una generazione dal nulla, come se l’idea nascesse spontanea nella mente dell’artista, il problema però, è che siamo un universo in cui nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, ed è proprio in questo che consiste la creatività, non tanto nel creare, quanto nel riformulare.

Ogni scrittore prima di essere ciò era infatti un avido lettore, ogni pittore o musicista un appassionato almeno della rispettiva arte. Ciò che differenzia quindi l’artista dalle altre persone non è quindi tanto la capacità di vedere qualcosa di nuovo, ma bensì quella di vedere ciò che già esiste in una maniera totalmente diversa, stravolgendone la percezione (per approfondire vi rimando a questo articolo).

Chiamatela follia

Arrivati a questo punto viene anche facile capire il perché, alcune straordinarie menti dell’arte o della scienza fossero anche “folli” in un certo qual modo o misura di disturbi che andavano dalla semplice dislessia, all’autismo, alla schizofrenia, alla depressione, ai disturbi sociali et cetera.

Tradizionalmente, anche se è una tendenza che pian piano va allentandosi nella moderna psicologia, pazzo era fondamentalmente quella persona che percepiva le cose in modo diverso da come ci si aspettava che facesse, che era anche il motivo per cui persone erano curate anche coercitivamente nonostante non fossero un rischio né per sé né per la Collettività (pensate ad esempio all’omosessualità), tra l’altro una concezione della follia questa, su cui spessissimo giocava un grande scrittore italiano come Pirandello.

La nascita dell’ispirazione

“La frase più eccitante nella scienza non è “eureka”, ma “questo è davvero curioso”.

Con questa frase lo scrittore nonché chimico Isaac Asimov descriveva quell’istante magico che fa nascere un idea e che noi chiamiamo ispirazione.

Personalmente credo che l’ispirazione possa essere considerato, nell’ottica della creatività come riformulazione, come quell’istante in cui tutti i tasselli di un puzzle disordinato vanno al loro posto. È quel momento in cui, magari non hai ancora la soluzione al problema, ma hai capito da dove guardarlo per poterlo risolvere, hai capito quello che vuoi dire e come dirlo.

Ovviamente come detto prima l’ispirazione, come tutto, viene da fuori. Potrebbe essere un evento inaspettato o un evento totalmente comune che però ci spinge a riflettere un po’ come la mela di Newton, sta di fatto che essa è il momento in cui nel nostro cervello una serie di idee sconnesse si uniscono a formare un disegno che esplode nella novità, nel nuovo modo di vedere le cose, nella comprensione.

La ricerca dell’ispirazione

Se un artista si deve affidare sull’esterno per l’ispirazione l’annoso problema rimane quello di distinguere l’ispirazione dal plagio. Se, infatti, ogni scrittore ad esempio è per prima cosa un lettore, non rischierà forse di avvicinarsi troppo a quei maestri da cui ha imparato?

Io credo che nella vita di ogni aspirante artista ci sia un periodo in cui sostanzialmente plagia, in cui imita molto quei grandi da cui ha imparato, ma credo anche ciò che differenzia l’artista vero e proprio dall’aspirante sia che ad un certo punto l’artista fugge dai maestri, li rigetta quasi per lanciarsi in qualcosa di nuovo, un momento in cui si decide che si ha qualcosa da dire e che le parole di altri non bastano più per dirla.

Questo è quindi l’istante che definisce il creativo e generà la creatività, quello della fuga, quello del rigetto di ciò che è a favore di ciò che potrebbe essere; è il salto nel vuoto che crea l’artista.

Un pensiero riguardo “Che cos’è la creatività?

  1. È incredibile come quello che scrivi sia perfettamente calzante con ciò che succede nei laboratori di ricerca: bisogna trovare la giusta chiave di lettura di un fenomeno che incuriosisce e per farlo si prende spunto dai propri capi, professori, o colleghi. Infine, quando si è davvero bravi, si riesce a creare uno stile nuovo e si riescono ad affrontare le domande in una maniera originale e nuova.

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