Il paradosso del tempo

Dato che fondamentalmente mi sto annoiando ho pensato di lanciare una piccola sfida di tipo intellettuale a voi lettori, così, per gioco.

Ho pensato di proporvi una situazione di ampasse logico, un’indovinello insomma che assomiglia ad un paradosso e voglio che mi scriviate le vostre idee per una possibile soluzione.

Le premesse

La limitata capacità di prevedere il futuro dipende da due fattori: ignoranza ed incapacità. 

Immaginate ad esempio una scatola chiusa e isolata contenente all’interno una singola molecola gassosa. È possibile prevedere il moto di questa molecola nel tempo? Teoricamente sì è possibile, la molecola si muoverà seguendo leggi sempre uguali, rimbalzerà con urti, velocità e angoli che possono essere calcolati e la sua direzione può quindi essere prevista. Nella pratica però difficilmente avremo informazioni abbastanza precise (ignoranza) per descrivere perfettamente il suo moto e, se anche le avessimo, non avremmo capacità di calcolo sufficiente a prevedere il moto di quella particella all’infinito (incapacità).

Se è così difficile fare ciò con una scatola chiusa contenete una singola molecola quindi, figuratevi cosa può essere farlo per l’intero universo… ma supponiamo che si possa.

L’indovinello

Supponiamo che esista una macchina onnisciente e con infinita capacità di calcolo. Questa macchina è, ovviamente, interna all’universo ed è costruita al fine di prevedere, in maniera assolutamente perfetta, ogni singolo evento del futuro dell’universo stesso. Le previsioni della macchina sono infallibili.

Questa macchina non è dotata, in nessuna forma, di autoconsapevolezza, e il suo unico scopo è prevedere il futuro, che è anche lo scopo per cui è stata costruita. Chi l’abbia costruita è irrilevante.

Supponiamo anche che la macchina possegga un interfaccia tale che sia costitutivamente in grado di comunicare a qualcuno i risultati delle proprie previsioni.

Le domande quindi sono: può una persona che s’interfacci alla macchina conoscere il proprio futuro? Se no, perché? Se sì, perché e in che misura? Considerate anche che una persona che venga a conoscenza del proprio futuro potrebbe cercare di cambiarlo, potrebbe farlo considerato che la macchina è infallibile?


Nonostante possa sembrare a colpo d’occhio un problema banale vi assicuro che, da un punto di vista logico, è estremamente interessante. Non abbiate paura di tentare una risposta. Ad ogni modo, domani pubblicherò il mio tentativo di soluzione.


Edit con il mio tentativo di soluzione:

La questione importante sta nella conoscibilità del futuro. Nell’istante in cui la macchina fungesse da osservatore universale infatti, lo stato d’indeterminazione quantistica dell’universo decadrebbe e tutto il futuro diverrebbe perfettamente determinato a questo punto però l’essere umano potrebbe conoscerlo?

Supponiamo, ad esempio, che la macchina sappia che tu, domani e uscendo di casa, verrai colpito da un fulmine e che te lo comunichi. Possiamo supporre che tu domani eviterai di uscire di casa per non essere colpito, ciò però renderebbe sbagliata la previsione della macchina, il che non è possibile per l’ipotesi.

Il paradosso sta quindi nella conoscibilità del futuro: dato che la macchina conosce tutti gli eventi, comprese le tue domande le reazioni alle sue risposte, le risposte stesse saranno date in una forma tale da portarti ad essere attore nella realizzazione degli eventi da essi previsti.

Il concetto di quest’indovinello è una versione modernizzata di un vecchio interrogativo risalente alla figura dell’oracolo di Delfi e della sua parte all’interno della tragedia di Edipo. L’oracolo va Laio, re di Tebe e gli dice che suo figlio lo ucciderà una volta adulto per poi insidiare la sua stessa madre Giocasta, per evitare ciò Laio abbandona Edipo che, crescendo lontano dalla sua famiglia biologica sarà incapace di riconoscerla quando la incontrerà da adulto. Ucciderà così uno sconosciuto e sposerà una sconosciuta per sapere solo poi che quelli erano i suoi stessi genitori.

A sua volta, la vicenda di Edipo è un’ottima rappresentazione della visione greca, figlia della filosofia stoica, del concetto di “Fato” (rappresentato da Tiresia, portavoce di Apollo e a sua volta portavoce delle Parche) variamente ripreso in varie culture come le Norne nordiche, l’Onniscienza nei secoli di Dio delle religioni abramitiche, l’universalismo del karma e via dicendo.

Tornando quindi all’enigma la risposta è questa: l’essere umano può conoscere il futuro espresso dalla macchina, in una maniera più o a meno completa, ma non può cambiarlo in quanto l’atto stesso di cercare di conoscere il futuro ed ogni sua conseguenza sono già state previste.

Interessante sarebbe anche il caso in cui la macchina non preveda perfettamente il futuro ma lo preveda in maniera probabilistica, ovvero crei delle stime di probabilità che un dato evento accada. In questo caso invece la probabilità di successo di una previsione deriverebbero dalla comprensibilità del futuro stesso da parte dell’osservatore umano. Più un osservatore infatti capirebbe e conoscerebbe il futuro detto dalla macchina, meno esso sarebbe probabile a realizzarsi in quanto si aggiungerebbe un ulteriore elemento d’indeterminazione, ciò fino a raggiungere l’estremo caso in cui l’essere umano coincide con la macchina, vedendo e comprendendo in toto il futuro e in cui come nel primo caso quindi esso sarebbe assolutamente determinato.

5 pensieri riguardo “Il paradosso del tempo

  1. Articolo breve ma denso! Fortunatamente l’ho letto in tempo!

    Stante le caratteristiche che hai detto per la macchina, la risposta è sì, può conoscere tutto e in quanto tale sa anche che noi modificheremo il nostro futuro e sa già in che modo lo faremo…non che voglia aiutarci (non è autoconsapevole), ma non potendo fare l’atto di “opporsi” ai nostri cambiamenti, non può che subirli.

    il problema è che sia la macchina e l’universo in cui funziona mi sembrano strettamente deterministici, manca quel “pizzico di imprevedibilità” che ci da la meccanica quantistica.

    Piace a 1 persona

      1. hai perfettamente ragione sull’osservatore universale che fa decadere l’incertezza: non ci avevo pensato ma hai proprio ragione. Interessante la riflessione sulla macchina probabilistica.
        Devo però riflettere se la teoria del caos inficia tutti i nostri ragionamenti…

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