Cosa sono le mistery box e perché sono un problema.

Credo che la cosa di cui sono più grato per aver imparato e di saper parlare inglese ad un buon livello è che questo mi ha permesso di restare in contatto con una community che, in genere, usa questa lingua, ovvero quella della cultura di internet (di cui parlerò in un prossimo articolo.)

E chi è il capo di questa cultura? Probabilmente PewDiePie, l’ormai celeberrimo youtuber svedese naturalizzato inglese che ormai da anni seguo sul suo canale.

Sto facendo questa premessa perché, a seguito del comportamento di alcuni suoi colleghi, PewDiePie ha fatto un video (questo) su un nuovo modello di business che sorgendo e che sta diventando popolare fra i ragazzini e i rischi connessi. (EDIT: tra la stesura dell’articolo e ora che sto correggendo la bozza prima di pubblicare, ho notato che anche uno youtuber italiano, SHY ne ha parlato, quindi vi lascio anche il suo link in caso non parlaste inglese)

Cosa sono le Mistery Box?

Sono un nuovo modello di business nato all’interno della cultura d’internet e in particolare in un suo sottoinsieme, ovvero i videogiochi.

Forse lo avrete notato, ma moltissimi dei giochi per cellulare ad esempio, sono gratuiti. Le aziende produttrici di questi giochi quindi, guadagna in due modi possibili: la pubblicità o gli acquisti in App.

Lasciando stare la pubblicità spieghiamo in cosa consistono gli acquisti in App. In pratica voi giocate ad un videogioco gratis, però, all’interno dello stesso c’è la possibilità di acquistare dei bonus o dei potenziamenti (ad esempio per diventare più forti più in fretta), delle skin (ovvero dei vestiti o comunque un’aspetto diverso per il vostro personaggio) e quant’altro.

A volte può capitare però che una di queste app che offre acquisti non offra direttamente queste cose ma, innanzitutto venda monete virtuali, ovvero voi non spendete un euro per un oggetto di gioco ma lo spendete per mille monete virtuali e poi spendete quelle mille monete per gli oggetti, inoltre, spesso questi oggetti non si ottengono a loro volta direttamente ma sono offerti nel forma del box. In pratica voi spendete tot monete virtuali per una scatola misteriosa che può contenere uno o più fra alcuni oggetti in maniera casuale, più raro e potente è l’oggetto ovviamente, minore sarà la sua probabilità di trovarlo, in questo modo si bilancia il gioco e s’invoglia le persone a comprare di più.

Perché questo è stato un problema? Per le sue associazioni al gioco d’azzardo. Sostanzialmente viene criticato il fatto innanzitutto delle monete virtuali, il cui presupposto è levare alle persone l’impressione di spendere in modo simile alle fish dei casinò, se voi aveste in mano cento euro in contanti o cento euro in fish infatti, voi sareste meno propensi a spenderli in contanti che a spenderli in fish perché psicologicamente li sentite come se fossero meno “soldi veri”. Il secondo è che il box in sé sia sostanzialmente una sorta di roulette, può darsi infatti che sei fortunato e che ciò che ottieni valga più di quanto o hai speso, ma è improbabile, perché in tal caso smetteresti di comprare e l’azienda non guadagnerebbe e quindi le percentuali per gli oggetti forti siano così basse che finisci a spenderci una fortuna (ci sono casi di gente che ha speso centinaia di migliaia di dollari in acquisti in app) e proprio come nel gioco d’azzardo, la presenza dell’eccitazione di una cosa che non è considerata un’acquisto, ma una vincita, può generare dipendenza (ciò anche considerando che il target è spesso composto da ragazzini).

Le mistery box sono però un nuovo problema che è arrivato nel mondo reale. Invece che essere degli acquisti in app dei videogiochi infatti alcune aziende o personaggi di internet iniziano a proporre delle vere mistery box che funzionano più o a meno tutte nello stesso modo.

Tu acquisti una scatola pagandola un prezzo fisso e in quella scatola possono esserci degli oggettini che non valgono nulla fino in alcuni casi ad un auto di lusso come un’auto (che ovviamente avrà una probabilità così bassa di essere vinta da essere quasi nulla); gli oggetti non sono ovviamente contenuti direttamente nella scatola ma in essa sono presenti dei codici che, una volta ottenuti, permetteranno di riscuotere il premio. Ovviamente il discorso è sempre quello legato al gioco d’azzardo e alle probabilità di vittoria, se l’azienda produttrice dei box deve guadagnarci infatti, vorrà dire che le probabilità degli oggetti costosi sarà davvero bassa. Se unite questo al fatto che il target di vendita sono ragazzini, che alcuni produttori di mistery box siano proprio gli idoli di questi ragazzini come youtubers e altre webstar (ad esempio Jake Paul), capite da soli il problema.

Alcune osservazioni

Allora, in sé, io non credo che queste mistery box siano da associare del tutto al gioco d’azzardo, né quelle virtuali né quelle fisiche.

Alla fin fine stiamo parlando di qualcosa che in premio da oggetti e non soldi e che, in un certo senso, la gente è felice a pagare un po’ di più per avere il divertimento dello spacchettamento che è un po’ il concetto alla base di questo modello di business.

Allo stesso tempo però c’è da dire, come fa notare PewDiePie nel suo video, che molti dei produttori di mistery box per pubblicizzarle sponsorizzano dei video, ad esempio di altri youtuber, in cui li fanno vincere apposta o che addirittura truccano le probabilità di vittoria. Capite anche voi che, matematicamente, è impossibile che pagando un box cento euro, io abbia anche solo l’1% di probabilità di vincere un auto da diecimila euro perché questo implicherebbe che comprando cento box io spenderei diecimila euro (100×100) e ne guadagnerei diecimila dell’auto più tutti quelli dei novantanove altri piccoli premi, ed è impossibile che l’azienda produttrice del box mi faccia vincere un valore superiore a quanto spendo, se così facesse, fallirebbe.

Quello che penso è che, quindi, la legge, come spesso accade, sia in ritardo sull’attualità. Io non credo che queste box siano del tutto associabili al gioco d’azzardo, ma credo che sotto certi aspetti ci assomiglino e che quindi vadano regolamentate, non vietate magari, ma apprezzerei un progetto di legge che garantisca almeno una certa percentuale di vittoria o un certo tipo di chiarezza nella presentazione del prodotto.

2 pensieri riguardo “Cosa sono le mistery box e perché sono un problema.

  1. Sinceramente non mi sembrano differenti, come funzionamento, dai “gratta e vinci” o gli altri concorsi a premi* dei supermercati o le bustine delle figurine dei calciatori o dei giochi di carte collezionabili.

    Per il resto se vai a vedere tutte le pubblicità del gioco d’azzardo son tutte basate su variazioni dello slogan: “gioca e vinci” e non “gioca e puoi vincere”. L’importante sarebbe obbligare, come avviene per i giochi snai, a dichiarare le probabilità reali di vincita.


    *concorsi a premi, non raccolta punti.

    Piace a 1 persona

    1. Esatto è proprio quello il punto, inoltre probabilmente servirebbe un controllo per quanto riguarda l’età, soprattutto per quelle più costose proprio come accade con i gratta e vinci la cui vendita è vietata ai minori

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...