La filosofia della società: fra William Holding e Aldous Huxley

adventure-fog-guy-6720.jpgUn’altro insieme di recensioni letterarie/ consigli di lettura dopo quelli di settimana scorsa su Frank Herbert e Stanislaw Lem.

Come la volta scorsa, quello su cui più vorrei soffermarmi, non è tanto la trama del libro in sé che potete trovare ovunque, quanto una riflessione su quello che secondo me è l’aspetto più importante di questo tipo di romanzi, ovvero il profondo significato filosofico espresso fra le righe.

Oh mirabile mondo nuovo

Andiamo in ordine cronologico (rispetto alla data di nascita degli autori) per parlare del capolavoro di Aldous Huxley: “Il mondo nuovo”.

Cosa rende una società perfetta? Cosa rende una società perfettamente stabile, perfettamente in pace, perfettamente felice? Come si può creare un mondo in cui tutti amano quello fanno e fanno quello che amano? La risposta data da Huxley è tanto semplice quanto terrificante, basta eliminare alcune piccole cose: la libertà, l’amore, la famiglia e la verità.

Nel mondo descritto da Huxley la famiglia non esiste, tutti gli esseri umani crescono in dei grandi uteri artificiali e sono già in fase embrionale suddivise in cinque caste denominate dalle prime cinque lettere dell’alfabeto greco (alfa, beta, gamma, delta, epsilon), con le ultime tre classi, che costituiscono la bassa manovalanza, fatte riprodurre per clonazione in gruppi di decine e decine di gemelli identici.

Il motivo di questa divisione è presto detto, in un’ipotetica società composta tutta da esseri superiori, da alfa, l’insoddisfazione regnerebbe sovrana in quanto un uomo intelligente e altamente istruito avrebbe sempre cercato di raggiungere posizioni superiori. al contrario determinando fin dall’embrione che solo una ristretta parte della popolazione avrebbe raggiunto ruoli di comando e responsabilità (gli alfa) e di tecnici specializzati (i beta) questa competizione interne si spegne e l’umanità procede ordinata.

Tutte le classi sotto gli alpha sono create attraverso il meccanismo del semi-aborto, ovvero tramite la riduzione controllata dell’ossigeno dato all’embrione che genera via via umani fisicamente più bassi e di minore quoziente intellettivo (ciò è particolarmente evidente nelle ultime tre classi).

Fin dalla più tenera infanzia, o addirittura dall’embrione, inoltre ogni singolo individuo è condizionato ad amare il ruolo che avrebbe occupato nella società, attraverso meccanismi di rinforzo positivo e negativo. I bambini delle caste inferiori sono, ad esempio, condizionati tramite scosse elettriche a disprezzare i libri mentre gli viene insegnato ad amare lo sport all’aria aperta in modo che acquistino attrezzi e usino i mezzi di trasporto facendo girare l’economia e tenendoli occupati.

Allo stesso tempo a tutti quanti è insegnato a ricercare il piacere immediato e fin da piccolissimi i bambini sono introdotti a giochi erotici e alle droghe, in modo da eliminare ogni sentimento negativo col piacere. La droga diffusa nel mondo nuovo è il soma, uno stupefacente perfetto e senza effetti collaterali, anti-depressivo, allucinogeno ed euforico, distribuito dal governo stesso.

Credo che ciò che rende davvero straordinario questo romanzo, sia che è assolutamente realistico, ve ne accorgerete leggendolo se lo farete. Se penso ad una società come quella del più famoso 1984 di Orwell ad esempio, dico che il libro è bello, dico che anche il significato è profondo, ma non lo trovo realistico, una società basata sulla coercizione non può che collassare.

La società di Huxley è però diversa, è una società dove le persone sono tenute schiave dal piacere e dalla felicità, gli schiavi devono essere felici della loro schiavitù, è così che si crea un sistema stabile, un sistema che non può essere rovesciato perché nessuno tenta o vuole rovesciarlo. Perfino il più infimo degli epsilon nel mondo nuovo è felice del suo ruolo, gli è insegnato ad essere felice, gli è insegnato ad amare la sua posizione d’inferiorità e a ringraziare il governo mondiale per essa.

Questa è la profonda pronazione del libro che emerge fra le righe del romanzo. Diciamo che si possa creare una società perfetta, siete così sicuri di volerla? Siete così sicuri di desiderare l’utopia? Anche se per raggiungerla, ironicamente, si dovesse rinunciare a tutto ciò che ritenete essere un valore?

Pubblicato per la prima volta nel 1932, il romanzo non è particolarmente lungo ed è di semplice lettura, scritto con uno stile incalzante e ricco d’avvenimenti. Incentrato nella prima parte maggiormente sulla descrizione del mondo nuovo e lasciando alla seconda lo sviluppo delle vicende.

A chi fosse interessato ad acquistare il libro, lascio qui di seguito il link dell’edizione che vi consiglio; scritta nel 1952 sempre da Huxley a questa versione chiamata “ritorno al mondo nuovo” è aggiunta un appendice in cui lo scrittore, vent’anni dopo, confronta le previsioni del suo romanzo con gli eventi della seconda guerra mondiale e con le scoperte scientifiche avvenute, oltre che a trattare diversi temi sociologici in maniera più approfondita. Ritorno al mondo nuovo

Il signore delle mosche

Altro romanzo molto famoso nel mondo anglosassone, ma che in Italia credo non sia abbastanza conosciuto.

Cosa accadrebbe se dei bambini, persone tipicamente considerate pure e non ancora “traviate” dalla società finissero su un isola deserta senza nessun adulto a controllarli? Che tipo di società creerebbero in un mondo senza regole?

Questa è la storia del signore delle mosche. Precipitati in un incidente aereo, gli studenti pre-adolescenti di una scuola inglese finiscono su un isola deserta. All’inizio tutto sembra andare bene, ancora memori delle vecchie norme infatti si danno delle regole, una forma di governo democratico, delle prime leggi.

Piano piano però la situazione degenera, si creano gruppi, faide fra i cacciatori e chi gestisce il fuoco per il potere, lotte per la supremazia. Allo stesso tempo iniziano a crearsi fra i bambini dei miti dovuti agli eventi dell’isola, rituali praticati dai cacciatori o da chi governa e, su tutti, si affaccia l’ombra della presenza di un mostro che forse abita la foresta, il signore delle mosche.

In aperto e ostentato contrasto col mito del buon selvaggio che voleva l’uomo come un essere di per sé buono e traviato dalla società, Huxley descrive lo sviluppo e la nascita di una società tribale con il suo sistema di potere, la sua religione e la sua morale.

Il libro, dal punto di vista stilistico, è raccontato dal punto di vista dei bambini, cosa che ritengo sia uno dei motivi del suo successo. La presentazione di eventi che sembrerebbero naturali agli occhi di un adulto e del lettore, vengono invece visti attraverso gli occhi dei piccoli come magici o mostruosi ed è proprio questa estrema fantasia dei bambini a creare il signore delle mosche.

Dal ritmo più lento del mondo nuovo, ma comunque estremamente accattivante, vi lascio qui di seguito quindi il link del libro in caso qualcuno fosse interessato ad acquistarlo. Il signore delle mosche.


Se siete arrivati a leggere fino a qui vi ringrazio dell’attenzione e, in caso voleste leggere altre delle mie recensioni, vi lascio il link della Libreria dove le ho raccolte.

La filosofia sottovalutata di Frank Herbert e Stanislaw Lem

sky space dark galaxy

Docere, delectare, flectere: erano questi i compiti di un buon oratore secondo Cicerone (letteralmente: insegnare, dilettare, muovere le coscienze).

Esiste però in alcuni ambienti accademici il fatto di non considerare il lato del delectare, ovvero il concetto secondo cui un testo non debba essere solo esaustivo e utile a convincere il pubblico, ma anche formalmente bello, interessante. E così ci sono esempi di letteratura di genere, nel particolare di oggi della fantascienza, che sono in sé dei veri e propri trattati di filosofia che, essendo espressi non nella forma del saggio ma bensì in quella del romanzo, pur venendo apprezzati nella forma passano in sordina per il contenuto, la profonda filosofia che li caratterizza.

Dune di Frank Herbert

Ho letto nel corso della mia vita moltissimi libri e questo è, in assoluto, il mio preferito, anche per questo ho deciso di iniziare proprio con questo volume questa piccola pseudo-rubrica.

È molto difficile, se non forse impossibile descriverlo con poche parole, ma se dovessi sceglierne solo una da un vocabolario credo che questa sarebbe: “terrificante”, inteso proprio nel senso di spaventoso.

È proprio questo che mi suscita il livello d’introspezione raggiunto da Herbert all’interno dell’essere umano, all’interno delle dinamiche sociali che muovono le masse ed è così che probabilmente vi sentirete leggendo questo libro, come un bambino terrificato da un dio che gli passa innanzi, un dio personificato nei colossali vermi delle sabbie di Arrakis e negli kwisatz haderach dagli occhi blu del melange.

Dune e i suoi seguiti, (in particolare credo anche il quarto, l’imperatore-dio di Dune sia un altro capolavoro) posseggono in sé una profondità straordinaria di una filosofia che è a tratti stoica, a tratti nichilista, a tratti addirittura cristiana o musulmana, a tratti positivista, il tutto fuso in un amalgama che crea però qualcosa di nuovo e che si concretizza fra le pagine.

Il rapporto del singolo con la massa, con il tempo e il libero arbitrio, con la responsabilità, con Dio, con ì la sopravvivenza, con l’ambiente e con la morte. Tutto viene vagliato da i molti punti di vista dei personaggi del romanzo ognuno dei quali rappresenta una diversa filosofia portata avanti da una diversa comunità: i Fremen di Arrakis con il loro stoicismo e collettivismo, le Bene Gesserit con la loro eugenetica di stampo transumanista e nichilista, i Tleilaxu e la loro mente alveare e i loro cloni, i Mentat e la loro logica priva di emozione.

Il libro che, come già accennato, s’inserisce nelle schiere della fantascienza (e di cui è uno dei pilastri) narra la storia del giovane Paul Atreides, ragazzo quindicenne figlio di un progetto eugenetico volto a creare un essere superiore, nonché di una delle più importanti casate nobili dell’universo feudale di Dune. Gli intrighi di corte lo porteranno a perdersi su Arrakis, il pianeta deserto, il luogo più inospitale della galassia dove sarà accolto dai Fremen, il popolo autoctono. Lì diventerà Muad’dib, un profeta ed un dio per i Fremen, vessati e schiavizzati dall’Impero e da lì partirà la sua ascesa.

A chi fosse interessato ad acquistare il libro: Dune.

Stanislaw Lem e il suo Solaris

Altro famoso e sottovalutato libro nella sua filosofia, Solaris è un capolavoro della letteratura polacca.

Qual’è il limite della conoscenza umana? Quali sono i limiti della fantasia e dell’intelletto? Sembra questa la grande domanda che aleggia fra le pagine di questo libro. Possiamo davvero conoscere, possiamo davvero capire qualcosa di completamente diverso da noi?

Solaris sembra un tentativo di risposta a questa domanda. Gli esseri umani, giunti infatti davanti ad un mondo ricoperto tutto da un unico grande oceano gelatinoso che, poi, scoprono essere un unico immenso essere vivente capace senza sforzo di eguagliare se non a surclassare la tecnologia umana. Non riescono a capirlo, non riescono a comunicare e, piano piano, accanto ad esso, impazziscono. La storia di Solaris sarà infatti narrata dal punto di vista di uno psicologo mandato ad indagare sulla base spaziale attorno a Solaris.

Il tema della sanità mentale è centrale in questo libro, così come quello dell’ignoto e di Dio e della realtà. Esiste qualcosa di vero se tutto o è tutto un prodotto della nostra mente?

Meno impegnativo in termini di tempo di Dune (è infatti più breve e in libro singolo, mentre Dune, pur essendo ogni romanzo una storia a sé, è una serie che, vi assicuro, una volta iniziata difficilmente abbandonerete) è comunque estremamente significativo e un libro perfetto per chi voglia sia passere il tempo, sia riflettere.

Anche nello stile Lem è inoltre molto particolare, un po’ difficile forse a livello sintattico, con un ritmo denso e sostenuto, un susseguirsi molto serrato e al contempo molto riflessivo degli eventi che di certo non vi farà annoiare ma vi costringerà a tenere alta l’attenzione. Detto questo ve ne renderete conto leggendolo, sotto molti aspetti difficilmente troverete un libro o un opera paragonabile a questa.

A chi fosse interessato ad acquistare il libro: Solaris