L’arte del meme come manifesto generazionale

trump memeArticolo leggero da non prendere troppo sul serio su cui vorrei indagare e provare a dare spiegazioni al fenomeno ormai ampiamente diffuso dei meme, forse la vera forma d’espressione per le nuove generazioni (o per le vecchie che vogliono fingere di essere giovani).

Origine noiosa del termine

Il termine fu coniato dal biologo e filosofo Richard Dawkins nel 1976 al fine di prendere in giro i cristiani perché dai, è Richard Dawkins nel suo saggio il gene egoista in cui descriveva il meme come la minima unità culturale capace di replicazione nei cervelli umani. Sostanzialmente il tutto faceva parte di una teoria secondo la quale le norme culturali umane si evolvessero e sviluppassero attraverso le generazioni in modo simile a quello fatto dai geni, ciò basandosi su una sorta di selezione artificiale dovuta all’ambiente sociale.

Lo sviluppo più interessante

Con l’era di Internet e come tutti sapete, il concetto di meme si è rapidamente trasformato diventando un contenuto (generalmente ma non necessariamente sotto forma di immagine con didascalie) a scopo umoristico comprensibile solo agli aderenti ad un particolare gruppo sociale che ne viene così identificato e che finisce sempre in campagne di troll e flame.

La cultura del meme

La vera forza del meme sta per l’appunto nella sua settorialità, non esiste un meme che faccia ridere tutti o che sia comprensibile da tutti allo stesso modo; questo perché i temi trattati e su cui si fa umorismo calcano su stereotipi o caratteristiche buffe interne ad un ambiente specifico.

Per noi bambini degli anni 90 ad esempio, i meme con basi Pokemon che magari contengono anche qualche frecciata politica o di attualità possono essere spassosissimi, ma lo sono perché capiamo il contesto, non mi aspetterei di certo che piacciano a mio padre.

Questa settorialità del meme tendenzialmente va a creare tutta una serie di pagine tematiche centrate su alcune determinate caratteristiche o su un determinato target, target che può essere ampio come in “Alpha Woman” che fa meme calcando su stereotipi femminili o più ridotto come “Irreverent Italian Memes” che li fa a tema italian culture o “Il SuperUovo” che li fa a tema filosofico o anche veramente minuscola come “Transgender Memes for Transhumanist Teens” che fanno meme a tema anarco-transumanista (in caso ve lo chiedeste sì, passo troppo tempo sul web, ok?)

Dimmi cosa ti fa ridere e ti dirò chi sei

Il successo del meme è anche dovuto a questo, il fatto che essi siano per loro stessa natura tematici permette la formazione di community, spesso anche abbastanza grandi, che condividono uno stesso gusto umoristico e, quindi, generalmente anche alcuni stessi interessi. Mi sarà ad esempio semplice trovare persone a cui interessa la filosofia facendomi un giro sulla pagina o sui gruppi del SuperUovo così come mi sarà di certo facile, in caso me ne servisse uno, trovare un Serial Killer sulle pagine di meme a tema Disney.

Questo avviene perché, generalmente, il tipo di umorismo che ci piace dice molto sul tipo di persona che siamo. Ti fanno ridere i meme sui pokemon? Probabilmente sei un bambino degli anni 90. Ti spezzi dalle risate davanti una meme su Renzi ma ti offendi davanti ad una su Di Maio? Probabilmente voti cinque stelle. Ti piace il Black Humor pesante? Probabilmente sei una persona arguta e sveglia. Preferisci forse il tema “Animali Pucciosi?” C’è sempre l’eutanasia tranquillo.

La satira e l’arte

In un certo senso inoltre, i meme si riallacciano e si presentano come evoluzione di quella che una volta era la satira vignettistica, e, in particolare mi riferisco a tutte quelle meme a tema politico o di attualità.

Questo avviene anche perché, che vi piaccia sentirlo oppure no, i meme sono diventanti pian piano una delle principali forme d’espressione (e quindi anche d’arte) della società del ventunesimo secolo e che quindi ci dice molto della società stessa.

Ci dice che è una società spezzata, anche per via dei social, in una moltitudine di micro-comunità; ci dice che è una società veloce, frenetica che vuole quindi un contenuto veloce ed immediato, racchiuso nello spazio di un’immagine; ci dice che è una società che ricerca spensieratezza e divertimento sopra ogni cosa e, forse, anche questo dovrebbe farci riflettere.

L’inizio della guerra dei meme

Come tutte le cose buone, giuste e divertenti quando diventano cultura di massa, il destino dei meme era ovvio, degenerare in una cloaca d’impoverimento, pochezza e Game Of Thrones.

Questo è quello che è successo quando personaggi politici hanno iniziato a memare non tanto per far ridere o per far satira ma attrarre consensi attaccando e gli oppositori con l’intento di generare rabbia e indignazione oltre che ad attrarre l’attenzione con l’ilarità; un esempio di questo lo abbiamo visto con i Cinque Stelle proprio qui in Italia… ehi aspetta ma io non voglio generare flame sulla mia pagina con Donald Trump negli Usa e il cui meme, pubblicato da lui stesso sul suo twitter e sul suo instagram, ci offre gentilmente la copertina dell’articolo. E a tal riguardo… non lo so forse sono io, ma non credo che qualcosa che sia nato con lo scopo di far ridere debba essere usato così e non credo che un tema così delicato debba essere discusso in questi termini dall’uomo più potente del mondo.

Detto questo vi lascio, prima dei Post Scriptum, il meme di risposta a Trump del generale rivoluzionario iraniano Qasem Soleimani.

iran meme.png

P.S. Curiosità

  • Se sei arrivato a leggere fino a questo punto, probabilmente sei anche l’unico oltre a me che scrivo, passi decisamente troppo tempo su internet eh?
  • Se sei arrivato a leggere fino a questo punto, probabilmente non hai nulla da fare, passi troppo tempo su internet e stai sprecando la tua vita.
  • Se non segui l’ambiente dei meme, probabilmente ti sei perso la più importante battaglia culturale del paese degli ultimi ottant’anni: quella fra Selvaggia Lucarelli e “Sesso Droga e Pastorizia”.
  • Se anche tu sei cresciuto coi cartoni della Disney, sei o stai per diventare un Serial Killer.
  • Dawkins ha coniato il termine solo per vedere i meme su Mario Adinolfi.
  • Se hai capito la battuta precedente, di nuovo, probabilmente sei ateo e passi troppo tempo su internet… e pure sulle pagine sbagliate.
  • Il meme scritto su Rick e Morty, quello lungo tipo venti righe che inizia con “to be fair” è la seconda causa di suicidio in Svezia dopo il rock francese.
  • Il filosofo preferito come base per i meme è Giordano Bruno, il pokémon preferito è Charizard. I meme con sia Charizard che Giordano Bruno non finiscono bene.
  • Se hai letto con attenzione l’articolo, probabilmente hai voglia di cercare le pagine di meme anarco-transumaniste… non ringraziarmi.

Link di oggi:  instagram di Trump      instagram Soleimani      marmotta      il SuperUovo    Alpha Woman    irreverent italian memes    ah no, questo era il  SuperUovo    Anarco-transumanisti