Legittima difesa: come l’era in cui tutto è spettacolo distrugge la politica

Guardate mai un programma televisivo o comunque un video provando un leggero senso di disgusto? Magari non tanto per le opinioni espresse le quali possono essere più o meno condivisibili, ma per i modi: tutti urlano, s’insultano a vicenda sbraitano come scimmie in un degrado del dibattito e dell’informazione che ormai è diventato tanto profondo, tanto connaturato nell’ambiente in cui viviamo che a malapena ce ne rendiamo conto.

Da quando la televisione è entrata nelle vite di ciascuno infatti, e poi da quando è entrato internet, possiamo dire che in un certo senso sia iniziata una nuova era della società occidentale, l’era della spettacolarizzazione, l’era in cui tutto deve fare audience, scandalo, divertimento.

Il ruolo dei media

Hanno sempre influito sull’opinione pubblica, anche ai tempi dei giornali e, da quando la democrazia a suffragio universale ha reso l’opinione pubblica sinonimo di governo, hanno influito enormemente su ogni aspetto della vita pubblica.

Allo stesso tempo però in epoca dei giornali c’erano dei meccanismi che evitavano che tutto cadesse nello spettacolo fine a sé stesso, che l’informazione degenerasse. Ad esempio c’era il fatto che le persone fossero in genere abbonate ai giornali, il giornale ti veniva consegnato a casa (o al bar dove lo leggevi) e i giornalisti non avevano quindi bisogno di titoli clickbait e sensazionalistici per attrarre le persone (o al più lo si metteva come titolo di copertina).

Con l’era d’internet però questo è morto, i singoli articoli si diffondono nel web seguendo i fili dorati dei complicati algoritmi dei social network che in genere premiano le interazioni, ovvero quanti cliccano l’articolo, quanti commentano, quanti condividono e ciò porta a premiare quegli articoli che non generano informazione, ma bensì emozione, che essa sia pietà o indignazione poco importa, basta che si diffonda.

E poi l’avvento della televisione, così descritta dallo scrittore Neil Gailman nel suo romanzo “American Gods”: sono la scatola scema. Sono la Tv. Sono l’occhio che tutto vede e il mondo del tubo catodico. Sono la grande sorella. Sono il tempietto intorno a cui si riunisce la famiglia per pregare.

La televisione ha radicalmente cambiato il modo in cui percepiamo e recepiamo l’informazione per il semplice fatto che, una persona seduta ad ascoltare due politici che parlano per mezz’ora di complicati e tecnici argomenti di economia e geopolitica si annoia, cambia canale. Ma una persona che è seduta a guardare due politici sbraitarsi contro l’un l’altro lanciandosi i peggio e più fantasiosi epiteti invece sarà divertita, sarà eccitata e, se il programma è proprio buono, sarà coinvolta. Si sentirà quindi partecipe di uno o dell’altro politico, sentirà ogni insulto come un attacco personale, ogni osservazione o argomentazione come una sfida.

Ciò sui Social Network raggiunge la massima potenza. Ogni piccolo evento è campagna elettorale, è uno spettacolo per smuovere la pancia delle folle, cosa che viene fatta sia a destra che a sinistra ma che sia la destra che la sinistra accusano l’altro di fare.

E così l’opinione diventa sempre più polarizzata come se la politica fossero gli spalti di una partita di calcio in cui si fa il tifo per questo o per quello, senza fermarsi a pensare di volta in volta al senso, alla fattibilità e al realismo delle proposte, senza arrivare, magari attraverso la discussione a comprendere il punto di vista dell’altro ma cercando di annientarlo e sommergerlo con un fiume di post, sagaci battute e insulti.

Legittima difesa

Vi faccio un esempio pratico di quello che intendo: la legge sulla legittima difesa appena passata in parlamento e in attesa dell’approvazione in senato, sapete cosa cambierà con quella legge? Più o a meno nulla, a parte il fatto che ad un imputato che a processo sia riconosciuto di aver agito per difesa è garantito il patrocinio di stato (ovvero il non dover pagare le spese legali) e ad un leggero aumento di pena per alcuni reati.

Per intenderci la vecchia legge è stata modificata aggiungendo il particolare che la difesa sia “sempre legittima”: cosa che di fatto però era sottintesa nella vecchie legge, nonché nel concetto stesso di “difesa”. Se però qualcuno ti da uno spintone e tu gli tiri venti coltellate alla schiena, questa semplicemente non è più difesa, non lo era prima e non lo è adesso. La zona di confine fra difesa e offesa è ovviamente poi un po’ vaga e il compito di tirare una linea spetta ai singoli tribunali (questo è il ruolo del potere giuridico) e fondamentalmente continuerà a farlo, ora come allora.

Quando un ladro entra in casa di qualcuno adesso, e quel qualcuno gli spara, poi quel qualcuno finisce sotto indagine, magari anche sotto processo, e i media utilizzano questa cosa per fare i loro titolini clickbait in modo da infiammare l’opinione pubblica; quello che nessuno scrive però, e non lo scrive perché fa meno notizia, è che alla fine raramente la persona viene condannata e che, di fatto, le indagini dovessero essere fatte come sempre lo devono essere quando ci scappa un morto.

Il punto è che ora, con la nuova legge, non cambierà sostanzialmente niente. Le persone continueranno ad essere indagate se uccidono qualcuno anche in casa propria e le indagini e il giudice decideranno se l’omicidio sia stato o meno per legittima difesa.

Allora perché tutto questo casino? Perché c’è il circo mediatico.

I giornali infiammano l’opinione pubblica e la polarizzano e i politici cavalcano queste onde. Da un lato Salvini e la Lega che creano una legge sostanzialmente inutile per risolvere un problema che non c’era e che comunque che se c’era in una qualche proporzione ora non è stato risolto, dall’altro la frammentata sinistra italiana che se possibile fa qualcosa di perfino più inutile che promulgare una legge inutile, ovvero gli fa ostruzionismo, si fa pubblicità con allarmismi infondati sull’Italia che diventa un Far West iper-militarizzato nonostante, di nuovo, non sia cambiato quasi niente rispetto a prima.

Tutta questa battaglia quindi, sia a livello prettamente politico sia a livello sociale, è solo fumo negli occhi, ma un fumo sentitissimo da tutti. Introducete l’argomento coi vostri amici e vedrete che ne uscirà sempre una discussione infiammata e probabilmente la gente inizierà a citare di questo e quel caso in cui tizio è stato indagato dopo aver sparato al ladro, l’altro di come statisticamente avere un’arma in casa sia più pericoloso di non averla etcetera etcetera; un sacco di discussioni che gireranno attorno all’argomento senza però approfondirlo perché la verità è che nel profondo la questione non esiste, è solo uno spettacolo di superficie per muovere le masse.

E così via via l’opinione si fa più polarizzata, il cittadino si sente sempre di più un soldato in trincea contro il mostro di quel partito avversario e tutti sono più tesi, più arrabbiati, più infervorati sul nulla, tutto perché un qualche giornalista doveva campare estremizzando, spettacolarizzando e stravolgendo una notizia di cronaca, siamo messi bene.